Vercelli, sabato 5 ottobre : COLTIVIAMO LA VITA…FINO ALLA FINE : L’EUTANASIA : ETICA, MEDICINA, DIRITTO

 Carissimi, vi segnaliamo un interessante convegno sul fine vita che si terrà a Vercelli  sabato 5 ottobre pv e che vedrà la partecipazione dell'AMCI; tra i relatori segnaliamo la presenza del nostro Consigliere Nazionale Alfredo Anzani.

 

COLTIVIAMO LA VITA…FINO ALLA FINE

L’EUTANASIA :  ETICA, MEDICINA, DIRITTO

  SABATO 5 OTTOBRE 2019 - ORE 9,30-12,30  

VERCELLI - SEMINARIO ARCIVESCOVILE

 

Intervengono 

Don Pier Davide Guenzi

moralista, Università Cattolica di Milano e ISSR di Novara 

Prof. Alfredo Anzani

medico, presidente del Comitato Etico dell’IRCCS San Raffaele di Milano 

Avv. Mauro Ronco

presidente del Centro Studi Rosario Livatino 

Moderatore

Enrico De Maria, giornalista

BIOETICA NEWS TORINO (luglio 2019) - Speciale su HUMANUM E TECNOLOGIE a cura dell’AMCI

 

 

 

 

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Siamo lieti di comunicare che la Rivista di Bioetica BIOETICA NEWS di Torino ha dedicato il numero di Luglio 2019 della rivista ad uno speciale dal titolo: Humanum e Tecnologie (Anno VIII n.6 – Luglio 2019) a cura dell'AMCI Nazionale e con le relazioni del Presidente Filippo Maria Boscia e dei tre Vice Presidenti, Franco Balzaretti, Stefano Ojetti e Giuseppe Battimelli.

 

La rivista può essere letta e scaricata collegandosi al sito ufficiale della stessa: http://www.bioeticanews.it

 


PRESENTAZIONE

A CURA DELLA REDAZIONE DI BIOETICA NEWS

La Medicina ha avuto e continua ad avere un processo di rivoluzione, a cui stiamo assistendo in modo sempre più celere in questi ultimi anni, con l’introduzione delle innovazioni tecnologico-scientifiche nella cura e nell’assistenza alla persona malata, cronica, con handicap o disabilità.

Un binomio tecnica e scienza che se da un lato apre a nuove prospettive di guarigione, di sopravvivenza, di un eccellente recupero riabilitativo, dall’altro pone  interrogativi  etici e deontologici su determinate scelte dell’agire medico e una meditata riflessione proprio sul  ruolo della nuova figura del medico, non più tradizionale, che viene a delinearsi e con lui l’alleanza terapeutica interdisciplinare tra i diversi operatori coinvolti nell’équipe, sanitari e non, come counselor filosofici, psicologi,  e il paziente, piccolo o adulto e i suoi familiari.

Sono estesi i campi di applicazione. Dalle procedure informatizzate agli interventi di natura complessa, mini-invasivi e precisi affidati, dietro la guida di medici altamente specializzati assieme ad un’équipe multiprofessionale, tramite i bracci ausiliari di robot all’avanguardia nelle sale operatorie o addirittura telecomandati  a distanza, alle tecniche diagnostiche sempre più accurate  come «screening» neonatali rilevanti per la prevenzione di patologie rare o metaboliche ereditarie, alla riabilitazione con esoscheletri indossabili e tramite apparecchiature telematiche e robotiche ingegnerizzate dotate di Intelligenza Artificiale.

Ci fa piacere poter condividere in questo numero speciale alcuni interventi tenutisi al XXI Convegno nazionale della Pastorale Salute della Cei a Caserta, svoltosi dal 12 al 16 maggio scorso, intitolato «Feriti dal dolore, toccati dalla grazia». Sono proprio sulle nuove frontiere dell’innovazione dell’alta tecnologia, computazionale e robotica, sui benefici e sulle problematiche mediche, etiche e deontologiche che insorgono in quell’interazione, che sta diventando sempre più pratica diffusa, tra  medico-macchina I.A. e paziente.

Il tema trattato è «High Tech, I Touch. Tocco umano  e uso delle tecnologie». I contributi che pubblichiamo  concernono la conoscenza della tecnologia di ultima generazione applicata nei diversi ambiti specialistici, dalla biomedicina alla chirurgia robotica all’assistenza intensivistica neonatale alla domotica assistiva mettendo poi in luce benefici e  criticità,  apportandovi  stimolanti spunti di riflessione etica discutendo di proporzionalità/sproporzionalità di cure nell’inizio e nel fine vita, evidenziando i nodi delle  responsabilità tra medico, macchinari dotati di Intelligenza Artificiale, e  produttore,  e considerando  il divario tra centri e periferie. Gli scritti sono del Professor Filippo Maria BOSCIA (Professore e titolare di Cattedra di Fisiopatologia della riproduzione umana presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Bari),  dei  Dottori Franco BALZARETTI  (Chirurgo presso ASL Vercelli, Direttore SSD Day Surgery presso Ospedale Sant’Andrea di Vercelli),  Giuseppe BATTIMELLI (già Dirigente medico all’Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base Usl 52 di Sarno, attualmente medico di Medicina Generale ASL  Salerno) e Stefano OJETTI (Dirigente di I livello medico presso Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno), rispettivamente Presidente e Vice – presidenti  AMCI del Nord, Sud e Centro.

Concludiamo con l’esprimere il nostro ringraziamento per la preziosa collaborazione, in primis  del dottor Franco Balzaretti, relatore e Vicepresidente Nazionale Amci, assieme a quella della  Presidenza dell’Associazione dei Medici Cattolici Italiani e del  dottor Fabrizio Fracchia del Centro Cattolico di Bioetica – Arcidiocesi di Torino, nonché  Presidente AMCI sezione di Torino.

 

Costituzione e Convegno della nuova sezione AMCI di Molfetta: A servizio della Vita umana

AMCI di Molfetta, 10 maggio 2019: A servizio della Vita umana. Convegno dell’Associazione Medici Cattolici

Con una bellissima del Presidente Filippo Boscia relazione sul tema "La Relazione di cura tra scienza e fede" ed alla presenza del Vescovo S. E. Domenico Cornacchia è stata uffifialmente costituita, il 10 maggio 2019 la nuova sezione AMCI di Molfetta.

Come presidente incaricato e referente è stato indicato da Mons. Cornacchia il dott. Luigi Massari. L'incontro è avvenuto presso il Palazzo vescovile di Molfetta e nell'occasione ed erano anche presenti il Vice Presidente AMCI del Nord Franco Balzaretti (che si trovava già a Bari) e il Consigliere Nazionale Giuseppe Grasso.

Al termine dell'incontro Mons. Cornacchia ha accompagnato il Presidente Boscia con Balzaretti e Grasso a visitare la cappella privata e la stanza di Mons. Tonino Bello e li ha invitati a scrivere una dedica a don Tonino sull'apposito registro di onore (e di cui alleghiamo foto).

Si allega il Programma della serata ed alcune foto significative mentre qui sotto pubblichiamo la presentazione dell'evento tratta dal sito della Diocesi di Molfetta.

 

 


Presentazione dell'evento (dal sito della Diocesi di Molfetta)

L’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) è un’associazione privata di fedeli, ai sensi dei canoni 298, 299, 321, 326 del Codice di Diritto Canonico. Trova in Gesù Cristo, “medico del corpo e dello Spirito”, il fondamento della propria spiritualità e coltiva una particolare devozione a Maria Santissima Salute degli Infermi; ha come patroni San Luca Evangelista e San Giuseppe Moscati.

Il vescovo Domenico ne ha affidato la guida al Dr. Luigi Massari e, quale assistente ecclesiastico, don Ignazio Pansini. Dopo l’incontro preliminare del 3 aprile scorso, primo appuntamento diocesano è il convegno di venerdì 10 maggio, alle ore 19 presso l’Aula magna del Seminario vescovile, con la presenza del Vescovo Mons. Domenico Cornacchia e del presidente nazionale Dr. Filippo M. Boscia, che parlerà sul tema “La relazione di cura tra scienza e fede”.

Scopi dell’AMCI sono (dal sito istituzionale): provvedere alla formazione morale, scientifica e professionale dei medici; promuovere gli studi medico-morali, ispirandosi ai principi della Dottrina Cattolica e nel fedele rispetto del Magistero della Chiesa; animare e difendere lo spirito di autentico servizio umano e cristiano dei medici nel rapporto con l’ammalato; agire per la sicurezza del più dignitoso esercizio della professione e per la tutela dei giusti interessi della classe medica; educare i Soci alla retta corresponsabilità ecclesiale praticando anche una efficace attività caritativa nell’esercizio della professione; favorire l’evangelizzazione del mondo sanitario per la realizzazione, unitamente agli ammalati e agli altri operatori sanitari, di un’autentica comunità che testimoni i valori cristiani della vita; sviluppare il collegamento e la collaborazione con le altre istituzioni e associazioni sanitarie cattoliche, anche con iniziative volte all’inserimento e alla valorizzazione dei gruppi di volontariato. Possono aderire all’AMCI come Soci ordinari i laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria e in altre discipline affini. (Soci aggregati gli studenti dell’ultimo biennio dei rispettivi corsi di laurea; Soci onorari personalità che abbiano acquisito nel campo della medicina e delle scienze affini particolari benemerenze al servizio della Chiesa, della società e dell’Associazione; Soci sostenitori: persone, Enti, Associazioni, Fondazioni che liberamente, secondo le modalità concordate con la Presidenza Nazionale, contribuiscono al raggiungimento degli scopi dell’AMCI).

 L’AMCI ritiene sua caratteristica fondante la fedeltà al Magistero della Chiesa, la disponibilità alla collaborazione a livello parrocchiale e diocesano; scambia la collaborazione per il conseguimento delle sue finalità istituzionali con altre Organizzazioni scientifiche e professionali… L’AMCI collabora attivamente con la Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, è presente nella Consulta Nazionale della Pastorale Sanitaria della CEI; ha istituito insieme al Movimento per la Vita il FORUM di Associazioni e Movimenti di Ispirazione Cristiana operanti in campo socio-sanitario. è presente nei vari Comitati regionali e locali di Bioetica, Collabora attivamente con i Centri di Aiuto alla Vita, con le comunità terapeutiche e con le varie sedi delle CARITAS…».

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Ricordo di p. Agostino Gemelli a 60 anni dalla scomparsa

Il 15 luglio 1959, 60 anni fa, si spegneva padre Agostino Gemelli fondatore e primo rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e noi Medici Cattolici vogliamo ricordarlo con uno dei suoi scritti più significativi e che ancora oggi presenta alcuni spunti di grande attualità che ci devono far riflettere.


I cattolici italiani aspirano ad avere una loro Facoltà di medicina perché in molti villaggi, in molte città vi siano medici che considerino l’esercizio della loro professione come una nobile arte che ha per fine di alleviare le sofferenze di un fratello in Cristo. Ma, può dire taluno, per curare non c’è bisogno di essere cristiani; basta conoscere la tecnica della diagnosi e dei mezzi terapeutici.

Il medico, fornito di una buona preparazione clinica e terapeutica può essere un ottimo medico anche se non pratica la vita cristiana dei sacramenti. Nessuno può negare questo.

Ma in questi ultimi tempi in numerosi congressi si sono levate alte le voci per affermare che il malato in una corsia di ospedale ben raramente è considerato come una persona; è invece un numero, uno dei tanti; e questo infelice sperimenta com’è dolorosa la situazione del povero che non può farsi curare dai familiari e deve ricorrere alle cure dell’ospedale.

Medico cristiano vuol dire infermiere cristiano; vuol dire un’atmosfera della corsia d’ospedale in cui il malato riconosce che vi è un legame tra lui, sventurata vittima o di un trauma fisico o dell’insidia di una infezione o vittima dell’usura della vita, e coloro che lo curano.

Il malato vede nelle loro parole e nei loro gesti un gesto del Samaritano e l’anima si apre alla più profonda e sincera gratitudine e alle maggiori speranze. Anche questo giova a dare quella serenità che è pur necessaria per l’efficacia degli interventi terapeutici.

Noi cattolici vogliamo dunque una Facoltà medica cattolica, perché siamo, per grazia di Dio, in un paese cattolico, e vogliamo che la carità che si ispira al nome di Cristo venga esercitata per i nostri malati in guisa da sollevarli dalla tristezza in cui la malattia li ha costretti.

È un sogno questo della Facoltà di medicina? È un sogno vano? Una illusione? Proprio alle soglie della mia conversione, mentre prestavo servizio militare — ero allora semplice caporale di sanità, ma ero medico — mi venne affidata la direzione di un reparto in cui erano ricoverati gli infettivi.

Era un lurido edificio, oggi scomparso; al suo posto è stato eretto l’Ambrosianum, un edificio della Università Cattolica ove sono alcune vaste aule e alcuni istituti scientifici. I medici dell’ospedale militare, che aveva sede nell’edificio ove oggi è l’Università cattolica del sacro Cuore, mal volentieri prestavano servizio in quel ripugnante reparto, ove rari erano i malati, ma tali che l’opera del medico era per lo più vana.

Io accettai con gioia la proposta del colonnello medico direttore dell’ospedale di dirigere quel reparto e mi dedicai con ogni cura a ripulire l’ambiente e ad assistere i malati, facendo molte volte quello che gli infermieri, che erano dei soldati, o non sapevano fare o facevano tale per ripugnanza. Un giorno portarono nel reparto un soldato di cavalleria nel quale la tubercolosi aveva fatto opera vasta di devastazione.

Egli stesso sapeva che quella camera in cui venne collocato era l’anticamera della morte. Alla visita serale di uno dei giorni seguenti, quel malato, un abruzzese semianalfabeta, mi disse: «Senti, volontario (ero, come si soleva fare, allora, volontario d’un anno); io muoio lontano da tutti i miei. Se fosse qui mia mamma mi darebbe un bacio. Me lo vuoi dare tu?».

Confesso che nell’interno dell’anima ho combattuto una battaglia breve ma dura. Il malato era coperto di piaghe; ad ogni istante rovesciava. Io, che ero all’inizio del processo della mia conversione, mi sono detto: «Sei un vile; che cosa farebbe Gesù Cristo che è morto per gli uomini?». E abbracciai e baciai quel morente, sul cui volto apparve un sorriso, come un raggio di sole.

«Grazie, mi disse, ora vai a chiamarmi il cappellano perché mi porti la Comunione». Quando il cappellano udì la mia richiesta, stralunò gli occhi, perché era la prima volta che mettevo piede in quella cappella; mi disse: «Vengo subito».

Io per la prima volta feci da chierichetto, un chierichetto che non sapeva dire una parola per rispondere alle preghiere del sacerdote. Mai, però, come quella volta compresi che l’esercizio della medicina è anche un sacerdozio. Perciò oggi prego perché Dio conceda alla Università, intitolata al suo soavissimo Cuore, la Facoltà di medicina.

p. Agostino Gemelli

BARI (13/04/2019): MOSCATI un lampo nell'eterno

Comunichiamo che è in programma a Bari una interessante piece teatrale, in omaggio e memoria del Medico e Santo Giuseppe Moscati, che si terrà sabato 13 aprile, alle ore 20.15,  presso la Cattedrale di Bari - Ingresso Libero.

F. B.

Si allega il programma

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