AMCI di Prato (M. Nincheri) - SPECIALE ATTI CONVEGNO “Cure palliative e Hospice"

Il 9 Marzo 2019 l’AMCI di Prato ha organizzato il Convegno “ Cure palliative e Hospice"  siamo peranto lieti di pubblicare, grazie allla collaborazione di Maria Nincheri in allegato tutti gli atti di questo importante ed interessante convegno, che è stato organizzato con la Pastorale sanitaria della Dioces di Pratoi, l’ACOS, i Padri Ricostruttori monaci del Convento della Villa del Palco e l’Opera di Santa Maria della Pietà.

L’ARGOMENTO È STATO SCELTO PER SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DELLE CURE PALLIATIVE CONTRO L’EUTANASIA.
L’olandese Schuurmans, teorico della legge sull’eutanasia, dopo alcuni decenni afferma che si poteva evitare con l’attuazione delle cure palliative.

Esse riguardano il fine vita anche di neonati pretermine, bambini gravemente ammalati, persone affette da malattie incurabili, da Alzheimer, da Parkinson, da SLA, soggetti in stato vegetativo, oppure in stato terminale da insufficienza cardiaca, respiratoria, neurologica, renale, epatica o da insufficienza multiorgano.

Appropriatezza clinica e proporzionalità delle cure evitano l’accanimento terapeutico, che si prospetta quando il trattamento è futile, straordinario, sproporzionato e oneroso. Dobbiamo quindi desistere da trattamenti inutilmente invasivi che servirebbero solo ad un prolungamento precario e penoso della vita, in soggetti terminali, per i quali scopo delle cure palliative è appunto il controllo del dolore e degli altri sintomi, comprese le problematiche psicologiche, familiari, sociali e soprattutto spirituali. In questi momenti l’anima deve poter innalzarsi facilmente, in un ambiente favorevole come la natura, nell’arte (musica) e in particolare negli atti di culto, nella preghiera, nella meditazione e nelle relazioni che portano alla vicinanza con gli altri ma soprattutto nell’intimità con Dio. Proprio per questo ad Harvard, nei programmi di laurea, sono stati introdotti corsi di “Religione, spiritualità e salute”.  Quando la terapia (soprattutto se invasiva e intensiva) non procura giovamento al paziente, si dovrebbero attivare cure palliative simultanee, per evitare inutili ricoveri in terapia intensiva, o passaggi dalla casa all’ospedale che molte volte vorrebbero prolungare la sopravvivenza, indipendentemente dalla qualità di vita, con inevitabili ricoveri impropri per giudizio prognostico e per spreco di risorse.

Noi medici cattolici seguiamo quello che Pio XII disse al congresso degli anestesisti del 1956: “La soppressione del dolore e della coscienza per mezzo di farmaci è permessa dalla religione e dalla morale, al medico ed al paziente nell’avvicinarsi alla morte, anche se si prevede che questo abbrevierà la vita”.

Moderatori sono stati il prof. Boscia Filippo Maria Presidente Nazionale AMCI e Maria Nincheri Kunz Consigliere Nazionale e Presidente di Prato.

Padre Guidalberto Bormolini monaco dei Padri Ricostruttori, ci ha parlato dell’accompagnamento spirituale nelle cure palliative con un titolo molto bello “ Il bacio di Dio: accompagnamento spirituale al fine vita”. Egli è docente al Master “ End life” all’Università di Padova, presidente di Tuttoèvita Onlus e Docente di Antropologia teologica e Teologia Spirituale. La Villa del Palco a Prato, dei Monaci Ricostruttori nella preghiera, è sede di numerosissime iniziative volte a educare ad una cultura di vita nel mistero della morte: i padri hanno comprato un borgo nella valle del fiume Bisenzio che stanno ristrutturando con volontari (come volontari sono i contributi in denaro per questa iniziativa) dove sorgerà un Hospice .

 

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RICORDO DI LORENZO BOSCO (BARI)

LORENZO BOSCO, INSIGNE COLLEGA ED AFFETTUOSO AMICO

La malattia che non si vince, la malattia che, al di fuori della nostra volontà, agisce con  subdola insidia,  sovrastando le nostre energie, sino a vincere e ad offuscare le nostre speranze, è il punto più oscuro della nostra vita! Ma soprattutto diventa ingiuriosa per noi medici, distruggendo anche le nostre certezze, la nostra arroganza e rendendo incerta persino la nostra salute.

E’ proprio tanto spesso misteriosa la natura del “male” che corrompe e disfa tutta la persona sino ad avvelenare le fonti della vita, le fonti misteriose di questa prodigiosa ma fragile e povera nostra vita.

Amaramente si concretizza quest’oggi l’ora della sera, l’ora della nostalgia, il momento della lontananza e della malinconia, del distacco di Lorenzo Bosco che si congeda dalla nostra vita terrena.

Sono profondamente rattristato, addolorato e commosso direi davvero disperato per la perdita di Lorenzo, amico affettuoso, amorevole, vicino a me da sempre, presenza inesauribile di consigli preziosi; insigne collega,  maestro e professore di Anatomia nell’Università degli Studi di Bari, neuropsichiatra che tanto bene ha svolto nelle comunità dei fragili e degli ultimi; autorevole presidente dei medici cattolici della nostra diocesi di Bari-Bitonto, che lui ha tanto amato, ma anche consigliere nazionale AMCI e presidente della Associazione Bersaglieri di Vieste, che lo ha eletto per acclamazione.   E non solo,  tanto altro ancora.

La sua biografia e il suo curriculum è interminabile e pieno di meriti accademici, scientifici, didattici e di ricerca, mai disgiunti da quell’impegno sociale richiesto agli uomini di scienza.

Il curriculum vitae lo conosciamo tutti, anche perché è  agli atti! E’lo stato di servizio di un luminare prestato alla società che ha servito lo stato e le funzioni più alte della sua professione con immenso senso del dovere, con responsabilità, competenza, generosità e altruismo.

Le sue preziose funzioni gli hanno fatto meritare stima e considerazione in tanti organi istituzionali, sia nella sua funzione di ricerca e docenza universitaria, ma anche in organismi statuali intermedi per la tutela delle professioni e in difesa del codice di deontologia medica, cioè nell’Ordine dei medici della provincia di Bari, del quale è stato vice presidente vicario (OMCEO) e quindi in organi territoriali delle aziende sanitarie di Puglia, nella specialistica ambulatoriale e territoriale, ma anche in ambito militare e medico-legale in relazione al suo prezioso servizio prestato per tanti anni nell’ Ospedale militare di Bari, e non da ultimo nelle organizzazioni sindacali di categoria, nelle quali si è speso con competenza e creatività per migliorare tutti i percorsi assistenziali, diagnostico-terapeutici e andando incontro a tutte le esigenze delle popolazioni sofferenti. .

Per noi tutti è stato sincero amico, per tantissime schiere di giovani è stato maestro e professore esimio di Anatomia, amato, rispettato e riconosciuto da tutti per la sua scienza e coscienza: dinamico organizzatore nelle scienze sanitarie ha radicato nel sociale scienze sanitarie con finalità preventive, meritando l’ambito titolo di testimone di bene nella società contemporanea.

La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in tutti!

La vita per lui è stata caratterizzata da un costante positivo impegno: un continuo navigare per la promozione di generosità, equità, giustizia e impegno in sanità, disponibile sempre ad erogare concrete attenzioni e azioni, anche a favore delle sofferenze e delle fragilità. Ricordo il fattivo impegno condiviso con me nell’accoglienza dei 600 bambini provenienti dalla Bielorussia nel dopo Chernobyl e tanto altro ancora…

Poi ha dovuto affrontare lunghi, dolorosi e faticosi percorsi di sofferenza: non possiamo assolutamente dimenticare il profondo travaglio da lui affrontato con la carissima, e da tutti sempre amata Maria Grazia!

Parliamo di quella faticosa navigazione nel mare della sofferenza, della malinconia e della speranza, che è poi  trapassata nella solenne preghiera cristiana in un continuo fluire dei giorni strani, amari, dolci, e singolari.

Con Lorenzo ho vissuto moltissimi di questi giorni riconoscendo la purezza della sua natura di grande uomo di cuore, del suo amore immenso per la sua famiglia, che trovava sempre intensa sintesi nell’affettuosa vicinanza a Maria Grazia e alla sua adorata Daniela.

Queste le care persone che, puntellandosi vicendevolmente, hanno costruito quel grande resistentissimo ponte che ha consentito quel tormentoso fluire della vita vissuta intensamente senza far pesare a nessuno il dolore dell’anima.

 

 

Sono stato testimone di questi percorsi! Ho imparato tanto e per questo ringrazio il Signore di avermi concesso Lorenzo come amico, l’amico che a me ha trasmesso pace e speranza sempre, persino sino alla soglia del suo vivere.

Lorenzo ha conosciuto da medico la sua malattia, il suo stato e la sua condizione; ha conosciuto anche la povera impotenza dei medici e la sofferenza di noi uomini inquieti e incapaci di affrontare quel male inguaribile che ha infranto la sua vita. Lo ha fatto senza disperarsi, con una forza incrollabile, con una incredibile lucidità ma anche con una ironia accorata e superiore che era segno inequivocabile della percezione consapevole del suo prossimo distacco da questo mondo: una dimostrazione di incredibile vero dominio, di grande forza morale nel contesto della sua immensa sofferenza.

Il suo è stato un mirabile esercizio di equilibrio, una vera rivoluzione morale, psicologica e di fede pur in momenti di estrema fragilità e profondi mutamenti nel corpo e nello spirito: forse quel suo dolore fisico, ma soprattutto morale potrebbe da tanti non essere stato colto appieno; ma non gli importava, preso da pensieri superiori forse per noi irragiungibili.

In ogni momento della sua vita, la famiglia è stata per lui la profonda e sacra realtà dove spirito e anima si fondavano e si fondevano, luogo delle cose essenziali e tabernacolo dell’amore.

Con Maria Grazia e Daniela ha vissuto le multiformi realtà dell’anima e tante emozioni belle e faticose, trovando espansione nel ricordo delle sue radici, della sua famiglia,  nel ricordo del vissuto di sua madre e della paternità di suo padre,  generale bersagliere.

In un mirabile ricordo è condensata l’anima della sua famiglia.

Nel ricordo di queste radici ha speso parte del suo tempo per elaborare due preziosi volumi che hanno raccontato l’esistenza, l’armoniosità, la essenzialità spirituale, ossia i fondamenti di una vita spesa bene.

L’ultimo volume da lui donatomi è scritto a due mani con Daniela e rievoca tante emozioni, tante sensazioni, tanti sentimenti, tanti ricordi del cuore e dell’anima.

Tratta dell’amore con la A maiuscola, che”trascende lo spazio, il tempo, le dimensini, trascende persino noi stessi e trova sempre la maniera per raggiungerci”…….. supera i limiti di quello stesso intento e arriva ad avere un significato ancora più grande di quello che potevamo solo immaginare.

Sono queste le parole della nostra amatissima Daniela, trascritte in prefazione;ma sono anche il frutto maturo di una armonia e di un messaggio educativo che la famiglia Bosco lascia a tutti noi.

Sì,la famigli Bosco lascia a noi il compito di decifrare la calligrafia meravigliosa di un racconto intergenerazionale e interfamiliare di amore che genera altro amore.

Questi segni si fermano nella nostra anima così come si fissano nel nostro cuore le idee, i sentimenti, le sensazioni, le passioni, le azioni di Lorenzo e della sua famiglia, tutte espressioni di indicibile affetto.

La malattia e la morte sono sconfitte!!!

Resta la intensa riflessione sul valore della sofferenza accettata e offerta da Lorenzo, medico cattolico, che è di fatto vera e totale partecipazione al mistero della croce.

Carissima e inconsolabile Daniela a te va tutto il nostro affettuoso pensiero e il tenace abbraccio pieno di vibranti e commossi sentimenti quale espressione di totale condivisione al tuo dolore.

Così come crediamo nel miracolo della resurrezione con la stessa fede auguriamo a te figlia cara e amata il miracolo della fioritura, segno chiaro e visibile del riformarsi perenne della vita.

Vogliamo augurarti che la rifioritura ti incontri dopo questa gelida tempesta familiare.

Per questo noi tutti continueremo a pregare e a sperare.

 

                                                         Filippo M. Boscia

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AMCI BOLOGNA : " Giuseppe Moscati: un Clinico santo tra cattedra e corsia " - Lunedì 27 - Mercoledì 29.01.2020 Policlinico S. Orsola - Malpighi di Bologna

Programma

1° giorno pomeriggio lunedì 27.01.2020:  presentazione   Mostra del Meeting di Rimini su  "Giuseppe Moscati" per singoli e Gruppi

-  ore 15.30  in Cappella San Francesco padiglione n. 5  "Nuove Patologie" S. Messa con le reliquie del Santo Medico. Officiante don Santo Merlini.

 2°giorno pomeriggio martedì 28.01.2020: continuazione Mostra su san Giuseppe Moscati,  

- ore 16.30 in Cappella San Francesco padiglione n. 5  "Nuove Patologie"  con le reliquie del Santo Medico:  Officiante p Vincenzo Rizzardi  con Vespri, S. Rosario e S.Messa (radiocronaca di Radio Maria )

                                                                         


                                            Evento culturale

  3°giorno pomeriggio Merc 29.01.2020 ore 15.00 - 17.40 Aula magna Nuove Patologie - Pad n. 5

 15.30 - 15.42 Saluti Autorità:

    1. ore 15.30 prof Filippo Maria Boscia, presidente nazionale AMCI
    2. ore 15.32 dr sa Chiara Gibertoni - Direttore generale AOU S.Orsola - Malpighi
    3. ore 15.34 prof Pietro Cortelli - Presidente Scuola di Medicina - Bo
    4. ore 15.36 mons. Giovanni Nicolini - Vicario curato del Policlinico S. Orsola. 
    5. ore 15.38 dr Giancarlo Pizza - presidente OMCeO Bo
    6. ore 15.40 dr Pietro Giurdanella - presidente OPI Bo
    7. ore 15.42 dr sa Sara Tinti - presidente OPO Bo

 

  • 15.45    Moderatori: Gian Paolo Salvioli / Claudio Marchetti
  • 15.47  dr saPaola Bergamini, giornalista: La vita di Giuseppe Moscati
  • 16.05  SE CardinaleMatteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna: L' eredità di Giuseppe Moscati: la Medicina moderna tra tecnica ed attenzione alla Persona   
  • 16.23  dr Filippo Anelli - Presidente FNOMCeO: Deontologia e clinica al servizio della Vita. Quando deontologia ed etica si incontrano: Giuseppe Moscati
  • 16.41  dr saBarbara Mangiacavalli - Presidente FNOPI: Deontologia nella vita: il tempo di cura, il gesto, la relazione, l’uomo”.
  • 17.00  dr saMaria Vicario - presidente FNOPO: Deontologia e Vita perinatale 
  • 17.18  dr Giacomo Campiotti, regista del film "Giuseppe Moscati": videoclip e testimonianza

  • 17.40 Preghierapresieduta dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, in cappella San Francesco - Nuove Patologie Pad n. 5 - S.Orsola sulle Reliquie di  san Giuseppe Moscati

                                                                                      _____________

  • 18.15 Adorazione del SS Sacramento per l’intercessione del  Medico santo per tutti i Professionisti sanitari affinchè curino  sempre  la promozione e la difesa della vita, nelle fasi di maggiore fragilità -  Curata da APG XXIII° ed altre Associazioni    

CERIGNOLA (FG) - Corso di Formazione P.C.T.O. : TEATRO + CUORE

A Cerignola (FG) si terrà un interessante Corso di Aggiornamento : "Teatro + Cuore : Fragilità, benessere e salue nella società". Il Corso inizierà il prossimo 4 febbraio ore 10.30 con la partecipazione del nostro presidente Filippo Boscia.

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